Certosa di Pavia

Domenica 28 marzo 2010:

La Certosa di Pavia.
A pochi chilometri dalla città di Pavia dove un tempo si estendeva il parco ducale del Castello Visconteo troviamo uno dei più straordinari complessi monastici d’Europa: la Certosa.

La fondazione della chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie e del monastero annesso, si deve alla volontà del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti di realizzare per sè e la sua famiglia un grandioso monumento funebre. L’accesso all’area interna gestito dai frati dell’Ordine certosino è consentito da un’unica entrata posta in asse con il viale alberato: da qui si passa al grande cortile con aiuole a prato esteso di fronte alla scenografica facciata della chiesa, ancora mancante della terminazione superiore. Essa risulta una fusione di elementi gotici e rinascimentali in cui la decorazione in marmi crea geometrie e intersezioni che esaltano le partizioni architettoniche.

Lungo il lato meridionale del cortile troviamo il Palazzo ducale, antica residenza estiva della dinastia visconteo-sforzesca e foresteria per gli ospiti di alto rango, oggi sede prestigiosa del Museo della Certosa. L’edificio, modificato in facciata da un intervento seicentesco dell’architetto Francesco Maria Richini oggi presenta una successione lineare di finestre tra semicolonne che danno luminosità ed eleganza all’intera struttura.

Aperto per la prima volta al pubblico nel 1911 e poi rimasto chiuso per quasi mezzo secolo, il Museo della Certosa di Pavia raccoglie opere provenienti dal complesso monastico o a esso strettamente collegate. La sua visita costituisce dunque un complemento indispensabile alla conoscenza e all’ apprezzamento del monumento e un’occasione unica per ammirare alcuni capolavori non altrimenti visibili. Il Museo comprende due sezioni fondamentali. Al piano terreno è conservata la Gipsoteca, nel recentissimo riallestimento curato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio di Milano, nella quale sono esposti circa 200 calchi in gesso tratti dai rilievi di facciata, dai chiostri e da altre parti del monastero, nonché dal monumento sepolcrale di Gian Galeazzo Visconti, fondatore della Certosa nel 1396. Al piano superiore si trovano invece paramenti, dipinti e sculture originali, che ragioni legate alla secolare evoluzione del complesso e alla sua conservazione hanno via via privato di sede e funzione originaria. Fra questi si segnalano la grande pala di Bartolomeo Montagna e i dipinti su tavola, frammenti di polittici, di Ambrogio Bergognone e Bernardino Luini, recentemente restaurati sotto la direzione della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Milano, e gli straordinari altorilievi marmorei con tracce di dorature e policromia realizzati da Giovanni Antonio Amadeo, Cristoforo Mantegazza e Agostino Busti detto il Bambaja. Sempre al piano superiore sono esposti ritratti sei e settecenteschi dei Visconti e degli Sforza, mecenati del monastero, pitture murali staccate attribuite al pavese Bernardino dè Rossi e allo stesso Bergognone, dipinti di Bernardino e Antonio Campi, e una serie di santi certosini. I calchi in gesso del piano terreno, per la maggior parte opera dei formatori milanesi Pietro ed Edoardo Pierotti (fine del XIX secolo), offrono la possibilità di osservare da vicino le peculiarità iconografiche e stilistiche delle sculture che ornano la facciata e altre aree di chiesa e convento, nonché di conoscere la forma del primitivo altar maggiore della chiesa, oggi conservato nella parrocchiale di Carpiano. Il Museo è allestito nelle antiche sale del cosiddetto Palazzo Ducale della Certosa (XV – XVI secolo), già dimora dei duchi e foresteria per gli ospiti di rango. La sua visita permette dunque di ammirare lo splendore di alcuni ambienti quali l’oratorio e la parete di fondo della Gipsoteca, dipinti dai fratelli Fiammenghini, e il pregevole studiolo al piano nobile, affrescato con decorazioni a grottesca del secondo Cinquecento, in cui scene bibliche e della storia romana si inseriscono in una raffinatissima cornice illusivo-prospettica.
La storia della Certosa di Pavia

Piazza Ducale di Vigevano

Vero gioiello rinascimentale, la Piazza Ducale di Vigevano venne costruita per volere di Ludovico Maria Sforza detto il Moro a partire dal maggio 1492, come magnifica anticamera del castello ormai trasformato in palazzo ducale, e terminata nel 1494.
Lunga 138 metri e larga 46, è edificata su tre lati (il quarto è occupato dalla Chiesa Cattedrale di Sant’Ambrogio) con edifici omogenei con facciata e portici uniformi a contorno di un forum che ricalca il modello romano descritto da Vitruvio.
In origine la zona era caratterizzata da una larga strada contornata dagli edifici in gran parte porticati, tra cui quello del Comune, frutto dell’espansione trecentesca sviluppatasi a nord del promontorio fortificato dell’antico borgo scomparso con le trasformazioni viscontee e sforzesche che hanno portato alla realizzazione dell’attuale castello. Al borgo e al primitivo castello annesso, situati in posizione sopraelevata, si accedeva per mezzo di una rampa o forse di una scalinata posta in corrispondenza dell’attuale torre che funge da ingresso al castello.


-ore 09.30 ritrovo al parcheggio della Certosa di Pavia
-ore 09.45 visita alla Certosa guidata
-ore 12.00 partenza per Vigevano
-ore 13.00 pranzo a Vigevano
-ore 15.00 visita alla piazza Ducale e al Castello di Vigevano (PV)
-ore 16,30 fine raduno

LE FOTO

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